L'Abruzzo è stato duramente colpito dal terremoto dell'aprile 2009. Il normale andamento delle attività economiche, commerciali, burocratiche e amministrative, nonché la stessa vita quotidiana dei cittadini, ne sono stati seriamente sconvolti. Le autorità nazionali ed estere, gli Ong, le banche e le aziende private, gli ordini professionali e gli enti benefici hanno dato immediatamente il via a una serie di raccolte fondi, destinate a finanziare la ricostruzione delle città e dei paesi più duramente colpiti dal sisma, e a dare sostegno economico alla ripresa delle attività imprenditoriali e mercantili. La stima dell'andamento della raccolta è resa difficile proprio dal gran numero di iniziative, ma a giugno del 2009 il totale dei fondi aveva sicuramente superato i 50 milioni di euro. A questi si aggiungono gli interventi istituzionali, come i 294 milioni di euro stanziati dal ministero dell'Istruzione per finanziare, tra il 2009 e il 2011, la normalizzazione delle attività formative e di ricerca dell'Università dell'Aquila. Il fondo contribuirà anche al pagamento delle tasse universitarie da parte degli studenti, che saranno così completamente esentati da ogni spesa. A giugno è stato approvato il decreto sulla ricostruzione delle zone terremotate; tra le varie misure, il governo si è impegnato a finanziare con un contributo del 100% a fondo perduto la ricostruzione della casa principale per le famiglie colpite dal sisma. Chi ha un mutuo di importo massimo non superiore a 150mila euro ed è in regola con i pagamenti, può trasferire gli oneri a carico dello Stato. Le imprese beneficeranno di finanziamenti e indennizzi per la riparazione dei beni mobili e il ripristino delle scorte distrutte, nonché di uno speciale regime fiscale di incentivazione. Dall'Ue arriveranno inoltre 65 milioni di euro per la competitività regionale, altrettanti per la valorizzazione dei beni ambientali e culturali, e ulteriori 51 milioni per lo sviluppo del sistema imprenditoriale. Per favorire lo sviluppo dell'imprenditoria femminile, c'è la possibilità di ottenere finanziamenti a tasso agevolato e fondo perduto per importi compresi tra 60mila e 400mila euro, mentre le nuove imprese artigiane e quelle già esistenti possono ottenere, rispettivamente, 25mila e 30mila euro.