Vi sono alcuni settori dell’economia italiana e internazionale che richiedono incentivi, finanziamenti ed agevolazioni volti a favorirne lo sviluppo, così come alcune aree geografiche economicamente arretrate necessitano di fondi per recuperare terreno. Tra i finanziamenti per lo sviluppo ricordiamo ad esempio quelli previsti dalla comunità europea per il periodo 2007-2013 e relativi al comparto agricolo. Le singole realtà locali sono così soggette a un programma di sviluppo rurale volto a finanziare un numero variabile di progetti di sviluppo con contributi agevolati e a fondo perduto. Più in generale, le amministrazioni comunali, regionali e provinciali provvedono a garantire la partecipazione dei cittadini (sia individualmente che sotto forma di associazioni) alle azioni di sviluppo economico del territorio sui temi cruciali per le singole comunità; in questo modo, i cittadini possono avanzare proposte concrete per interventi di ristrutturazione e ampliamento infrastrutturale, che vengono poi finanziati con fondi pubblici. Ma i finanziamenti allo sviluppo possono coinvolgere anche le imprese private, per consentire al tessuto industriale italiano di restare al passo con i tempi e competitivo dinanzi alle nuove sfide del mercato globale. La Banca europea per gli investimenti stanzia ogni anno centinaia di milioni di euro in finanziamenti allo sviluppo delle imprese, per progetti di R&D ed accrescimento del know-how. Anche i grandi gruppi bancari possono offrire finanziamenti per progetti di sviluppo; fra i casi recenti, ricordiamo l’accordo tra Banca Intesa e Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, per destinare 100 milioni di euro a progetti di sviluppo locale e imprenditoriale di rilevante importanza strategica.